Dipinti

Sala del Coretto

Di grande suggestione, questa piccola sala ha una doppia apertura: dal balcone si ammira la guglia di Cosimo Fanzago dedicata a San Gennaro nel 1631, e la cupola della Cappella del Tesoro di S. Gennaro; nella parete di fronte al balcone, un armadio di legno nasconde un coretto-matroneo, che si affaccia sulla Cappella, realizzato per

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Sala del Governo

La sala è la testimonianza del continuo impegno dell’Istituzione: come da statuto del 1603 tutti i venerdì i sette Governatori siedono attorno a questo tavolo per decidere sulle attività da attuare. La poltrona in rosso sottolinea la carica e il posto del Soprintendente. Il Segretario Generale siede con loro per stendere il verbale della seduta.

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Le opere della Misericordia
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, 1607

L’enigmatico dipinto, tra i più importanti del turbolento pittore, in fuga da Roma dopo la condanna per omicidio, raffigura con grande realismo, in un intreccio di personaggi presi dalla strada, le attività di beneficenza dell’Ente, ispirate alle Opere di Misericordia corporale. E’ la  prima commissione per la decorazione della Chiesa del Monte, pagata 400 ducati.

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San Pietro che resuscita Tabithà
Fabrizio Santafede, 1611

Il dipinto narra l’episodio in cui l’Apostolo Pietro resuscita la caritatevole donna, e allude alle opere di dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati e vestire gli ignudi,concetti inseriti nello Statuto del Pio Monte della Misericordi, e compendiati nell’unica voce di soccorrere i poveri vergognosi. Santafede, principale esponente dell’arte tardo manieristica a Napoli, caratterizzata dalla presenza della

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Liberazione di San Pietro
Giovan Battista Caracciolo detto “Battistello”, 1615

Il soggetto richiama l’opera di Liberare i carcerati, attività praticata dall’Ente per la scarcerazione dei detenuti per morosità nel pagamento delle tasse, a causa di condizione di povertà.Primo grande seguace Caravaggesco, Battistello immerge le figure nella più cupa ambientazione: l’angelo prende per mano l’apostolo incredulo e lo accompagna fuori dal carcere mentre i soldati, in basso,

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Il giuramento di Bruto davanti al corpo di Lucrezia,
Domenico Corvi, post 1788

La scena rappresenta l´episodio romano del giuramento di Bruto sul corpo di Lucrezia, morta suicida per sottrarsi al disonore della violenza subita da Sesto, figlio di Tarquinio il Superbo. Sulla scia di David e del suo Giuramento degli Orazi, Corvi organizza la scena con l´esaltazione della storia esemplare romana, come consueto per la pittura neoclassica

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Sant’Agnese – Sant’Apollonia
Massimo Stanzione

Massimo Stanzione, Sant’Agnese, 1640 circa Massimo Stanzione, Sant’Apollonia, 1640 circa La coppia, in origine, faceva parte di un gruppo di quattro donne elette Sante, a mezzo busto, tema molto caro a questo pittore che addolcisce il Caravaggismo mediante l’espressione sentimentale dei personaggi, offrendo un’immagine popolare e quasi sensuale delle due Sante.Sono immagini del martirio che

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Mattia Preti

Mattia Preti, attr., Cristo tentato da Satana, post 1656 Mattia Preti, attr., Noli me tangere, post 1656 Mattia Preti, attr., Visitazione, post 1656 Mattia Preti, attr., Cristo servito dagli Angeli, post 1656 Questo gruppo di quattro tele eseguite dal pittore Calabrese, risente del sottofondo Caravaggesco aggiornato dalla pittura Emiliana e dai ricordi veneti del Veronese.

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