Quadreria Archivi - Pagina 3 di 3 - Pio Monte Della Misericordia

Sala del Governo vecchio
detta Sala dello Stemma

Questa sala è chiamata “del vecchio Governo” perché fino agli anni ’70 dello scorso secolo si riunivano i Governatori per decidere le attività benefiche. E’ chiamata anche “sala dello stemma” per l’emblema, con sette monti sormontati da una croce, riprodotto sul pavimento. Tutte le tele esposte in questa sala sono di Francesco De Mura, dipinti

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Sant’Antonio Abate
Jusepe de Ribera, 1650 ca.

Il pittore spagnolo è tra le più alte espressioni Caravaggesche a Napoli, in pieno Seicento. Ribera  raffigura il Santo a mezzo busto e, come spesso accade nella sua pittura, rafforza il dato espressivo soprattutto nel volto, con gli occhi rivolti in alto e le labbra dischiuse. Dal fondo buio si riconoscono appena gli attributi iconografici

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Tavolo di Governo eptagonale
Ignota maestranza locale, XVII secolo

Questo tavolo è tra gli oggetti più rappresentativi di questo Istituto. L’originale forma a sette lati rappresenta, con intarsi in madreperla, le Opere di Misericordia del Pio Monte attribuite a ciascun Governatore.Ogni venerdì, come dallo Statuto del 1603, i Governatori si riunivano, occupando il posto che corrispondeva al proprio incarico. Ogni sei mesi un Governatore

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Scena di terrore
Francesco De Mura, 1755-57

I bozzetti erano propedeuci alla realizzazione degli affreschi del Sedile di Porto a Napoli, uno dei cinque edifici civili in cui si riunivano i rappresentanti dei Seggi cittadini, andati distrutti ai primi dell’800. Le tele raffigurano il popolo che assiste spaventato all’intervento divino che salva San Gennaro dal primo Martirio. Un terzo bozzetto, nel rispetto

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Storie di San Benedetto
Francesco De Mura

San Benedetto provvede miracolosamente di grano i suoi monaci San Benedetto impone al corvo di asportare il pane avvelenato San Benedetto doma l’incendio nelle cucine del convento 1740 circa De Mura esegue il grande ciclo ad affresco con gli episodi della vita di San Benedetto, tra gli anni 1738 e 1746, nella chiesa dei SS.

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Ritratto della moglie del pittore
Francesco De Mura, 1735 ca.

Tra i ritratti più noti del ’700 napoletano, dai precisi tratti somatici, ma tipicamente legata alla ritrattistica ufficiale, la donna è Anna Ebreù, sposata dal pittore nel 1727. De Mura, sebbene restando ancorato ad una certa dipendenza solimenesca, assai frequente nei suoi ritratti, comincia ad evidenziare una certa resa luministica nelle vesti. Disprezzata nel testamento del

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Ritratto equestre di Leonardo di Tocco
Giovanni Stefano Maja, 1725 ca.

Dai tipici caratteri fieri della ritrattistica ufficiale del XVIII secolo, questo dipinto,eseguito dal pittore genovese attivo a Napoli negli anni venti del Settecento, è stato pensato come pendant del ritratto equestre eseguito da Beltrano; infatti il personaggio raffigurato, stavolta su di un cavallo impennato, è un discendente di Carlo di Tocco. Leonardo, Principe di Acaja

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