AVVISO -Si comunica ai Gentili Visitatori che Lunedì 26 e Martedì 27 febbraio 2024 il Pio Monte della Misericordia rimarrà chiuso l’intera giornata per motivi di erogazione elettrica. - Ci scusiamo per il disagio.
 

Quadreria Archivi - Pagina 3 di 3 - Pio Monte Della Misericordia

Adorazione dei Magi
Girolamo Ramarino detto “Girolamo da Salerno”, 1520 ca.

L’opera è il capolavoro di questo pittore che s’ispira ai modi di Cesare da Sesto e Andrea Sabatini da Salerno, protagonisti, nel Meridione, del manierismo rinascimentale che ha le sue origini in Leonardo e Raffaello. L’iscrizione in basso di Jacopo Sannazaro fa credere che in origine il dipinto si trovasse nella chiesa di Santa Maria

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Tavolo di Governo eptagonale
Ignota maestranza locale, XVII secolo

Questo tavolo è tra gli oggetti più rappresentativi di questo Istituto. L’originale forma a sette lati rappresenta, con intarsi in madreperla, le Opere di Misericordia del Pio Monte attribuite a ciascun Governatore.Ogni venerdì, come dallo Statuto del 1603, i Governatori si riunivano, occupando il posto che corrispondeva al proprio incarico. Ogni sei mesi un Governatore

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Sala del Governo vecchio
detta Sala dello Stemma

Questa sala è chiamata “del vecchio Governo” perché fino agli anni ’70 dello scorso secolo si riunivano i Governatori per decidere le attività benefiche. E’ chiamata anche “sala dello stemma” per l’emblema, con sette monti sormontati da una croce, riprodotto sul pavimento. Tutte le tele esposte in questa sala sono di Francesco De Mura, dipinti

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Scena di terrore
Francesco De Mura, 1755-57

I bozzetti erano propedeuci alla realizzazione degli affreschi del Sedile di Porto a Napoli, uno dei cinque edifici civili in cui si riunivano i rappresentanti dei Seggi cittadini, andati distrutti ai primi dell’800. Le tele raffigurano il popolo che assiste spaventato all’intervento divino che salva San Gennaro dal primo Martirio. Un terzo bozzetto, nel rispetto

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Ritratto della moglie del pittore
Francesco De Mura, 1735 ca.

Tra i ritratti più noti del ’700 napoletano, dai precisi tratti somatici, ma tipicamente legata alla ritrattistica ufficiale, la donna è Anna Ebreù, sposata dal pittore nel 1727. De Mura, sebbene restando ancorato ad una certa dipendenza solimenesca, assai frequente nei suoi ritratti, comincia ad evidenziare una certa resa luministica nelle vesti. Disprezzata nel testamento del

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La Negazione di San Pietro
Maestro del Giudizio di Salomone, attr., 1625 circa

Di origini francesi o belghe, l’ignoto pittore, autore del Giudizio di Salomone conservata nella Galleria Borghese, è uno dei primi seguaci stranieri di Caravaggio a Roma che affronta la lezione del Merisi con la mediazione del ‘metodo’ di Bartolomeo Manfredi. Di singolare suggestione è la particolare attenzione alla resa delle luci sulla corazza, sulla brace e sui

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